Per approfondire

In questa pagina potrai trovare letture e approfondimenti su vari temi legati allo yoga.

AUTUNNO

 

‘Non considerare i tuoi dubbi come ostacoli, ma come opportunità per imparare ancora di più.’

Autunno: la stagione del raccoglimento

L’autunno è un periodo di transizione che ci invita naturalmente a rallentare. Dopo la vitalità e la leggerezza dell’estate, le giornate si accorciano, le temperature si abbassano e il ritmo della natura ci spinge verso maggiore introspezione e calma.

In questa fase non siamo più proiettati all’esterno come nei mesi caldi, ma sentiamo il bisogno di rivolgerci all’interno. È il momento di custodire le energie e prepararci al riposo invernale, proprio come gli alberi che lasciano andare le foglie per rinnovarsi.

Eppure, mentre la natura rallenta, i nostri calendari sembrano farsi ancora più pieni di appuntamenti.

Perché rallentare è essenziale

Sintonizzarsi con il ritmo autunnale non è un lusso, ma un atto di cura: ci aiuta a ritrovare equilibrio, creare momenti di quiete e mantenere il benessere psico-fisico.

Accogliere la lentezza significa anche riconoscere il valore del riposo. Invece di forzarci a mantenere lo stesso passo frenetico, possiamo sfruttare questo tempo per rigenerarci e nutrire la nostra interiorità.

Lo stress fa parte della vita, ma se non impariamo a prenderci cura di noi, rischia di accumularsi fino a lasciarci esausti, svuotati e senza energia.

Ecco perché il self care è così importante: è lo strumento che ci permette di contenere gli effetti negativi delle pressioni quotidiane.

Di che tipo di attenzioni verso noi stessi abbiamo bisogno?

Abbiamo sempre bisogno di prenderci cura di noi, ma le pratiche cambiano con le stagioni. Ogni fase dell’anno porta energie diverse: saperle ascoltare ci aiuta a sfruttarle al meglio.

La cura di sé non è uguale per tutti, dipende dai propri bisogni fisici, emotivi e spirituali. Una buona guida è chiedersi:

 Come mi sento in questo momento?

Cosa potrebbe aiutarmi a stare meglio e sentirmi più in equilibrio?

Ecco alcuni suggerimenti per una routine autunnale di benessere:

Rendi la tua pratica di yoga più radicante

In questa stagione sono utili sequenze che scaldano il corpo e favoriscono stabilità, come i saluti al sole, le posizioni dei guerrieri e le torsioni. Ottime anche pratiche più lente come lo yin yoga, per calmare mente e corpo.

Coltiva la tua energia interiore

L’autunno è tempo di introspezione: proprio come gli alberi lasciano andare ciò che non serve, possiamo utilizzare meditazione e yoga per liberarci del superfluo e prepararci con serenità ai mesi freddi.

Libera gli spazi dal disordine

Passando più tempo in casa, è importante che l’ambiente favorisca calma e leggerezza. Il disordine può aumentare ansia e pesantezza mentale: l’autunno è il momento ideale per semplificare e trasformare la casa in un rifugio accogliente.

Dai stabilità alle tue giornate

Secondo l’Ayurveda, in autunno prevale il dosha Vata, caratterizzato da freddo, secchezza e irregolarità. Per bilanciarlo, servono routine regolari: praticare yoga o meditare ogni giorno alla stessa ora aiuta corpo e mente a ritrovare stabilità.

 L’autunno può diventare un tempo prezioso di crescita personale.

Un momento per seminare nuove intenzioni, ritrovare centratura e riposare, ricordandoci che anche nella quiete c’è la forza del rinnovamento.




 

VRIKSHASANA 


La parola “Vriksha” significa “albero” in sanscrito, e la postura simboleggia proprio quell’equilibrio naturale tra fermezza e flessibilità.
Pare che la posizione dell’albero abbia origini antichissime: una figura di un uomo in piedi su una gamba sola, proprio in questa posizione, è stata rinvenuta nel VII secolo in un bassorilievo di un tempio indiano a Mahabalipuram. Racconti antichi narrano che i Sadhu, gli asceti indù, meditassero a lungo così, educandosi all’autodisciplina.
Praticare Vrikshasana è un modo per ricordarci l’importanza di rimanere stabili anche quando la vita intorno a noi è in continuo movimento. La posizione dell’albero rappresenta la stabilità, la connessione con la terra e la crescita interiore, simboleggiata dalle radici che affondano nel terreno e dallo slancio verso il cielo. Porta benefici sia sul piano fisico sia su quello emotivo: migliora l’equilibrio, la concentrazione e la consapevolezza del corpo, aiutandoci a coltivare resilienza e calma anche nei momenti più difficili.
Il suo significato simbolico è molto ricco. Radicamento e stabilità: come un albero che affonda le radici nella terra, ci incoraggia a trovare una base solida nella nostra vita. Crescita e aspirazione: il tronco e i rami che si innalzano verso il cielo rappresentano l’espansione della coscienza e il desiderio di evolvere. Equilibrio tra terra e cielo: la posizione unisce il radicamento con lo slancio verso l’alto, in armonia tra mondo fisico e dimensione spirituale. E poi la resilienza: l’albero si piega al vento senza spezzarsi, e così anche noi possiamo imparare a rimanere flessibili senza perdere stabilità.
Dal punto di vista pratico, Vrikshasana aiuta a sviluppare calma e stabilità interiore, richiede concentrazione e presenza, rafforza gambe e caviglie, tonifica i quadricipiti, migliora la postura e allunga la schiena. È anche una postura che ci fa sentire più vicini alla natura e ai suoi principi di vita, crescita e rinnovamento.
Per entrare meglio nella posizione è utile fissare il nostro Drishti, cioè lo sguardo, su un punto fermo davanti a noi o a terra: questo rende più facile stabilizzare l’equilibrio e allo stesso tempo quietare la mente, che non si lascia distrarre da ciò che accade intorno. È altrettanto importante il piede che rimane a terra: deve poggiare su tre punti – la base dell’alluce, la base del mignolo e il tallone. In questo modo l’arco plantare resta attivo e non si appiattisce, garantendo forza e stabilità. In sanscrito questa attivazione si chiama Pada Bandha (Pada, che significa piede e Bandha, che significa legame, unire insieme o afferrare).
È bello anche entrare nella simbologia della posizione mentre la si pratica: come il tronco dell’albero che riceve linfa dalla terra, così la gamba radicata diventa il nostro punto di forza; e come i rami e le foglie che si slanciano verso l’alto, così le nostre braccia si aprono verso il cielo, leggere ma intense, accompagnate dal respiro.
Anche il momento di riposo, quando si ritorna con entrambi i piedi a terra tra un lato e l’altro, è parte dell’esperienza: possiamo percepire la differenza tra la gamba che ha fatto da tronco, più calda e affaticata, e quella che ha fatto da chioma, più leggera, come se avesse davvero respirato aria e spazio.
Le posizioni di equilibrio sono un vero e proprio specchio interiore: praticandole spesso ci accorgiamo che ogni volta l’esperienza è diversa, e ci mostrano con sincerità come ci sentiamo in quel preciso momento.